Artigianato in Puglia....
La Puglia vanta una gloriosa e secolare tradizione nel campo dell´artigianato:
CARTAPESTA

Una delle arti piú note e antiche è quella della
lavorazione della cartapesta. La produzione è prevalentemente leccese,
diffusa in Puglia intorno alla metá del 1600.
La produzione si concentró inizialmente sulle immagini sacre, ma
evolvendosi negli anni si è orientata anche su altri soggetti quali
meravigliose bambole ed elementi decorativi floreali e non, senza
dimenticare i famosi carri di carnevale, resi ancor piú noti dal celebre
carnevale di Putignano. Se vi trovate nei pressi di Lecce, potrete
visitare alcuni laboratori artigianali, in cui potrete ammirare e
acquistare queste splendide creazioni in cartapesta.

Altre lavorazioni tipiche
della Puglia sono quelle del vimini, del giunco e delle erbe palustri:
ancor oggi nei paesi molte funzioni delle massaie e delle contadine
vengono assolte con l'aiuto dei cesti di canna, di paglia e di giunco
marino, che servono per trasportare e conservare i prodotti della terra,
per setacciare, per far asciugare la pasta fatta in casa.
I centri principali per la lavorazione di giunchi e di vimini sono San
Severo in provincia di Foggia, Cassano, Alberobello e Trani in provincia
di Bari e Pezze di Greco (BR). La lavorazione del giunco e dei rami di
olivo è utile per la realizzazione di cestini (come i famosi cestini per
arricciare i polpi appena pescati), reti, trabucchi (una specie di rete
sospesa sul mare nelle zone del Gargano), oppure manichini (di influenza
araba) e vere e proprie opere d´arte.
La lavorazione delle sedie impagliate fatte con giunchi, canne, o paglia:
si possono trovare nella zona di Castellaneta vicino Taranto.

La produzione
artigianale per la quale la Puglia è forse piú famosa è quella dei vasi.
Le lavorazioni della terracotta e della ceramica risalgono addirittura al
terzo millennio a.C.. Grottaglie in
provincia di Taranto è la cittá piú rappresentativa di questo spirito
artigianale. Dalle sue botteghe sono usciti milioni di esemplari di "cucco",
una tipica brocca a un solo manico che serviva per versare l'acqua; acqua
che a sua volta veniva procurata dalle donne che andavano alle fontane e
che la raccoglievano nell'orcio, un recipiente di terracotta piú
grande, a due manici, piú comodo da sollevare e portare sulla testa.
Produzione che in questa regione ha un "marchio di fabbrica" grazie alle
decorazioni utilizzate, dove compaiono sempre galletti e foglie d'uva. Nel
quartiere delle ceramiche, piú di trenta produttori vi mostreranno una
grande varietá di stili, incluso bellissime riproduzioni di vasi e
maschere del teatro greco. Molto caratteristici sono i "capasoni", tipici
orci molto grandi usati per conservare il vino e l'olio.
Sono note per una fiorente produzione anche Rutigliano (il 17 Gennaio vi
si celebra la "sagra del Fischietto"), Corato, Manfredonia, Terlizzi,
Torremaggiore, Ruffano e Lecce.
Ancora oggi la lavorazione avviene, in alcuni casi, con gli antichi
"torni" mossi a pedale dai ceramisti; le mani restano indispensabili per
modellare l´argilla che subisce una prima essiccazione all´aperto, e poi
viene cotta in forno ad una temperatura di 800 c. Nel centro storico
esistono decine e decine di bottegucce all´interno delle quali gli
artigiani lavorano esponendo quello che producono, tramandandosi, da
secoli, i segreti dell´arte e della tecnica di cottura. Innumerevoli sono
le forme che si producono con una profusione eccezionale di galli,
carretti, cavalli, fregi e decori della Magna Grecia, maschere fliaciche,
fischietti, contenitori per olio e vino, ma ognuna di esse racchiude il
segreto di una intensa passione e una viva creativitá, tradizione della
ceramica rustica pugliese. Dal Medio Evo in poi l´attivitá figulina
sviluppa la produzione della ceramica invetriata e della famosa maiolica,
che si differenzia dalle altre produzioni ceramiste, per il bianco
rivestimento stannifero ricoperto da una vernice lucida.

In Puglia è anche fiorente l'arte del tessuto, del
merletto e del ricamo.
Surano, in provincia di Lecce, vanta una antichissima tradizione, con la
tecnica di origine saracena del fiocco Leccese, nel campo della tessitura
realizzata in lana o cotone grezzo. Questo tipo di lavorazione conferisce
al tessuto un particolare aspetto arricciato.
Altri centri di un certo rilievo sono Carovigno, Francavilla Fontana,
Maglie, Altamura e soprattutto Alberobello, dove i turisti che si
inerpicano lungo la strada dei trulli possono ammirare le donne che
lavorano all'aperto sulla porta di casa.
Galatina, invece, è famosa per il suo caratteristico merletto
soprannominato "chiaccherino", prodotto dalle casalinghe nelle ore
libere, lavorato con la spoletta. Spighe e conchiglie sono le figure
preferite.

Altro settore tipico dell´artigianato in Puglia, è quello della lavorazione della pietra leccese, un tempo conosciuta come il "marmo dei poveri". Si tratta di una pietra calcarea piuttosto rara (sembra che si trovi soltanto in Puglia e a Malta), dalle caratteristiche davvero particolari, malleabile ma al tempo stesso dura e resistente una volta lasciata ossidare all´aria. Proprio per la sua peculiaritá e per la sua bellezza la pietra è stata impiegata sin dal medioevo da artisti e architetti nei modi piú disparati. Il barocco Leccese ci offre numerosi splendidi esempi del suo impiego in architettura. Il processo di lavorazione di questo materiale, è rimasto grossomodo immutato negli anni e viene svolto prevalentemente a mano con i tradizionali strumenti del mestiere, scalpellini seghe e pialle, al servizio della creativitá dell´artista di turno. Questa attivitá ha saputo fondere tradizione e innovazione, frutto di una continua ricerca di nuove forme e soggetti, che da anni caratterizza l´attivitá di botteghe artigiane a Lecce.
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